Modello D rendiconto per cassa: chi lo usa e come si compila
Norme controllate il 7 novembre 2026
Il Modello D è lo schema ufficiale del rendiconto per cassa degli enti del Terzo settore: registra solo le entrate incassate e le uscite pagate nell'anno, divise per tipo di attività, con il confronto con l'anno prima. Possono usarlo, in alternativa al bilancio economico-patrimoniale, gli ETS senza personalità giuridica con entrate fino a 300.000 euro.
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Chi può usarlo
- ETS senza personalità giuridica con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate non superiori a 300.000 euro (art. 13, comma 2, del Codice del Terzo settore, nel testo in vigore dal 3 agosto 2024). Prima della legge 104/2024 la soglia era 220.000 euro e valeva per tutti gli ETS; la nuova soglia vale dal bilancio 2025 per chi ha l'esercizio solare.
- ETS con personalità giuridica solo se le entrate non superano 60.000 euro (art. 13, comma 2-bis, e circolare del Ministero del Lavoro n. 6/2026).
- Restano fuori le imprese sociali e gli enti che operano esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale.
La soglia si misura sulle entrate dell'esercizio precedente, senza contare le entrate da disinvestimenti (vendita di beni durevoli) e quelle da finanziamenti ricevuti. Chi è sotto i 60.000 euro può scegliere anche il più semplice Modello E in forma aggregata. In ogni caso l'ente può sempre redigere il bilancio ordinario.
Il modello è pensato per gli enti iscritti al RUNTS. Un'associazione non iscritta segue quello che chiede il suo statuto, e può usarlo come schema.
Com'è fatto
Il modello mette le uscite a sinistra e le entrate a destra, in cinque sezioni:
- A) attività di interesse generale: quote associative, erogazioni liberali, 5 per mille, contributi, prestazioni a soci e a terzi; dal lato delle uscite materiali, servizi, affitti, personale, uscite diverse;
- B) attività diverse, le attività secondarie e strumentali dell'art. 6;
- C) raccolta fondi, abituali e occasionali;
- D) attività finanziarie e patrimoniali: interessi, rendite di immobili e simili;
- E) supporto generale: le spese di struttura che non si attribuiscono a una singola attività.
Per ogni sezione si calcolano i totali e l'avanzo o disavanzo (entrate meno uscite), tranne che per la sezione E. Seguono il totale della gestione, la riga delle imposte, la tabella degli investimenti e disinvestimenti (acquisti e vendite di beni durevoli, finanziamenti ricevuti e rimborsati) e il riepilogo con l'avanzo o disavanzo complessivo.
In fondo ci sono cassa e banca (i saldi di fine anno) e, se vuoi, i costi e proventi figurativi, per esempio il valore del lavoro dei volontari: quegli importi non vanno nel rendiconto vero e proprio.
Le due colonne
Ogni importo si scrive per l'esercizio dell'anno (Es.t) e per quello prima (Es.t-1). Per il primo anno di applicazione dei modelli il Ministero ha ammesso di lasciare vuota la colonna dell'anno prima; per un ente appena costituito le fonti ufficiali non dicono nulla, ma un esercizio precedente non c'è.
Le voci si possono adattare
Lo schema è fisso, ma l'allegato permette di suddividere una voce numerata senza eliminarla, di raggruppare voci quando serve alla chiarezza e di togliere quelle a zero per due esercizi di seguito.
Il controllo che conta: la cassa
In un rendiconto per cassa i conti devono tornare con il denaro: la cassa e la banca di fine anno meno quelle di inizio anno devono essere uguali all'avanzo o disavanzo complessivo. È lo stesso principio dell'esempio di compilazione pubblicato dal Ministero (nota n. 10358/2022). Se non torna, manca qualche entrata o qualche uscita, oppure un giroconto tra cassa e banca è stato registrato come spesa. Lo strumento te lo segnala mentre compili.
Cosa va allegato
- In calce al rendiconto l'organo di amministrazione documenta il carattere secondario e strumentale delle attività diverse (art. 13, comma 6), se l'ente ne svolge.
- Per ogni raccolta fondi occasionale va unito un rendiconto specifico, anche con una relazione illustrativa (art. 48, comma 3, e art. 87, comma 6).
Lo strumento ha un campo per ciascuna delle due annotazioni.
Approvazione e deposito
Nelle associazioni il rendiconto lo approva l'assemblea (art. 25 del Codice). Il Codice non fissa un termine per l'approvazione: lo trovi nel tuo statuto. Gli enti iscritti al RUNTS lo depositano sul portale entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (art. 48, comma 3, nel testo modificato dalla legge 104/2024): per l'esercizio solare, entro la fine di giugno. Con il rendiconto si depositano anche i rendiconti delle raccolte fondi.
Se tieni il rendiconto nell'area della tua associazione su associazione.it, l'anno dopo ritrovi gli importi già nella colonna dell'esercizio precedente. Lì puoi tenere anche il libro soci.
Fonti
- D.M. 5 marzo 2020, allegato 1, Mod. D (GU n. 102 del 18-4-2020)
- Rettifica del Mod. D (GU n. 111 del 30-4-2020)
- Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017), art. 13
- Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017), art. 48
- Ministero del Lavoro, Circolare n. 6 del 9 agosto 2024
- Ministero del Lavoro, Circolare n. 6 del 17 aprile 2026
- Ministero del Lavoro, Nota n. 10358 del 14 luglio 2022 (esempio di compilazione)