Organizzazione di volontariato: requisiti e regole delle OdV
Norme controllate il 7 novembre 2026
Un'organizzazione di volontariato (OdV) è un ente del Terzo settore in forma di associazione, fondata da almeno sette persone o tre OdV, che svolge attività di interesse generale soprattutto a favore di persone esterne. Si regge in prevalenza sul lavoro gratuito dei volontari: i lavoratori pagati non possono superare la metà dei volontari. Ha obblighi propri: l'assicurazione dei volontari, il registro dei volontari e, per le attività di interesse generale, il solo rimborso delle spese documentate.
La qualifica di OdV arriva con l'iscrizione al RUNTS, nella sezione dedicata. Le regole sono nel Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017), soprattutto agli articoli 17, 18, 32 e 33.
I requisiti di un'OdV
| Requisito | Cosa chiede la legge |
|---|---|
| Forma | Associazione, riconosciuta o non riconosciuta |
| Soci minimi | 7 persone fisiche oppure 3 OdV |
| Altri enti soci | Ammessi altri ETS o enti senza scopo di lucro, ma non più del 50% del numero delle OdV socie |
| Attività | Una o più attività di interesse generale (art. 5 del Codice), prevalentemente a favore di terzi |
| Chi lavora | In prevalenza volontari: associati o persone aderenti agli enti soci |
| Nome | Deve contenere «organizzazione di volontariato» o la sigla «ODV» |
Il nome è protetto: chi non è un'OdV non può usare la sigla né parole simili che traggano in inganno.
Se i soci scendono sotto sette, hai un anno per tornare al numero minimo. Passato l'anno, l'OdV viene cancellata dal RUNTS, a meno che non chieda di passare in un'altra sezione del registro. Tieni d'occhio il libro soci: dimissioni e decadenze contano.
Chi è volontario
Per il Codice il volontario è chi, per libera scelta, mette tempo e capacità a disposizione della comunità tramite l'ente, in modo personale, spontaneo e gratuito, solo per fini di solidarietà.
Tre conseguenze pratiche:
- non può essere pagato in nessun modo, nemmeno dalla persona che aiuta;
- non può avere un rapporto di lavoro retribuito (dipendente, autonomo o di altro tipo) con l'associazione di cui è socio o tramite cui fa volontariato;
- il socio che dà una mano ogni tanto agli organi sociali (per esempio aiuta il consiglio a preparare un'assemblea) non è considerato volontario.
Lavoratori retribuiti: i limiti
Un'OdV può assumere dipendenti o pagare collaboratori solo nella misura necessaria a funzionare o a qualificare e specializzare l'attività. C'è poi un tetto fisso: i lavoratori non possono superare il 50% dei volontari. Con 20 volontari, al massimo 10 lavoratori.
C'è un secondo vincolo, spesso sottovalutato. Per l'attività di interesse generale l'OdV può ricevere solo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. Se un Comune ti affida un servizio, puoi farti rimborsare i costi, non guadagnarci. Fa eccezione l'attività svolta come secondaria e strumentale, nei limiti dell'art. 6 del Codice.
Per vivere, quindi, un'OdV conta su quote associative, contributi pubblici e privati, donazioni, lasciti, rendite e raccolte fondi.
Rimborsi spese ai volontari
Al volontario l'associazione può rimborsare solo le spese effettivamente sostenute e documentate, entro limiti e condizioni decisi prima dall'associazione. I rimborsi forfettari sono vietati, sempre.
C'è una sola semplificazione. Il volontario può giustificare le spese con un'autocertificazione invece che con le ricevute, se:
- l'importo non supera 10 euro al giorno e 150 euro al mese;
- l'organo competente dell'associazione ha deliberato per quali tipi di spesa e per quali attività si usa questa modalità.
La regola dell'autocertificazione non vale per la donazione di sangue e di organi.
Nella pratica conviene un regolamento rimborsi approvato dal consiglio: quali spese, quali massimali, quali documenti. Evita discussioni e ti protegge in caso di controllo.
Assicurazione obbligatoria dei volontari
Ogni ente del Terzo settore che si avvale di volontari deve assicurarli contro:
- infortuni e malattie legati all'attività di volontariato;
- responsabilità civile verso terzi per i danni causati durante l'attività.
Il decreto ministeriale del 6 ottobre 2021 precisa che l'obbligo copre anche i volontari occasionali. Le regole principali:
- le polizze sono collettive o numeriche e si possono stipulare anche tramite la rete associativa a cui aderisci;
- per un volontario abituale iscritto dopo la stipula, la copertura parte dalle 24 del giorno di iscrizione nel registro e finisce dalle 24 del giorno della cancellazione;
- per i volontari occasionali, anche per un evento o una manifestazione, servono polizze apposite, che scadono alle 24 dell'ultimo giorno di servizio indicato;
- la documentazione sull'assicurazione va conservata per almeno dieci anni.
Se lavori in convenzione con un ente pubblico, la copertura è un elemento essenziale della convenzione e il costo è a carico dell'amministrazione.
Il registro dei volontari
Ogni ETS deve iscrivere in un registro i volontari che operano in modo non occasionale. Per gli occasionali puoi aprire una sezione separata; in ogni caso devi raccoglierne i dati e conservarli per l'assicurazione.
Per ogni volontario il registro riporta:
- codice fiscale, oppure nome, cognome, luogo e data di nascita;
- residenza, o domicilio se diverso;
- data di inizio e di fine dell'attività, che coincidono con iscrizione e cancellazione.
I dati vanno comunicati subito all'assicurazione, con le modalità concordate con la compagnia.
Il registro può essere cartaceo: prima dell'uso va numerato pagina per pagina e bollato in ogni foglio da un notaio o da un pubblico ufficiale abilitato. Oppure elettronico, se il sistema garantisce che le scritture non si possano alterare e che la data sia certa. È un libro diverso dal libro soci: un socio può non fare volontariato, e un volontario può non essere socio.
OdV o APS: le differenze essenziali
Molte associazioni esitano tra OdV e associazione di promozione sociale. Le differenze che pesano davvero:
| OdV | APS | |
|---|---|---|
| A chi si rivolge | Prevalentemente a terzi | Ai soci, ai loro familiari o a terzi |
| Soci minimi | 7 persone o 3 OdV | 7 persone o 3 APS |
| Lavoratori | Non più del 50% dei volontari | Non più del 50% dei volontari o del 20% degli associati |
| Compenso per l'attività di interesse generale | Solo rimborso delle spese documentate (salvo attività secondarie) | Il Codice non pone questo limite |
| Sigla | ODV | APS |
Un criterio pratico: se la tua attività nasce per aiutare persone esterne all'associazione (assistenza, protezione civile, sostegno a chi è in difficoltà), il modello è l'OdV. Se nasce per i soci e la comunità che li circonda (cultura, tempo libero, attività ricreative), di solito l'APS è più adatta, anche perché lascia più spazio a lavoratori e corrispettivi. Se hai dubbi, prima di scrivere lo statuto chiedi un parere al Centro di servizio per il volontariato (CSV) del tuo territorio.
Fonti
- Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017), art. 32
- Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017), art. 33
- Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017), art. 17
- Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017), art. 18
- Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017), artt. 35 e 36
- D.M. 6 ottobre 2021, assicurazione dei volontari e registro dei volontari (GU n. 285 del 30 novembre 2021)